Lagevrio (Molnupiravir – MK 4482)

Il primo farmaco antivirale orale contro il COVID

Lagevrio (Molnupiravir – MK 4482)

Il farmaco arriva dalla più antica casa farmaceutica al mondo, la Merck, fondata nel 1668, un’azienda pubblica tedesca quotata in borsa, con sede a Darmstadt in Germania.

Il Lagevrio, noto anche come Molnupiravir o MK 4482, sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, è il primo farmaco antivirale per la cura del morbo Sars-Cov-2 negli adulti, con somministrazione per via orale.

La pillola della Merck opera contrastando la capacità del virus di replicarsi. Il farmaco è quindi stato concepito per immettere errori nel codice genetico del virus e bloccarne così la duplicazione; limitandone perciò il rischio di esiti gravi e letali.

In più, il Lagevrio non attacca la proteina spike del virus, lo strumento con cui esso si introduce nella cellula, e questo dovrebbe assicurare gli effetti curativi a prescindere dalle varianti dell’agente patogeno. Dalle risposte agli studi clinici farmacologici è risultato che il farmaco, somministrato entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi, è in grado di ricondurre al 50% il rischio di ospedalizzazione per le persone con fattori di rischio rilevanti, e quasi al 100% il rischio di esito letale. La posologia del Molnupiravir prevede 2 pasticche al giorno per 5 giorni.

L’agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari nel Regno Unito, la MHRA (Medicines & Healthcare products Regulatory Agency), l’ha già approvato dal 4 Novembre e ne raccomanda l’uso immediato appena dopo un test positivo ed entro 5 giorni al più tardi dalla comparsa dei sintomi. L’Ema (European Medicines Agency), l’agenzia europea per i medicinali, sta valutandone l’autorizzazione alla commercializzazione. Tuttavia ha già emesso i consigli sull’uso in caso di impiego “precoce” da parte delle autorità nazionali, ad esempio in contesti di emergenza.

Il Lagervio potrebbe essere somministrato ai cosiddetti soggetti fragili, con età superiore ai 60 anni e/o con fattori di rischio come malattie cardiache, diabete, obesità.

La possibilità di somministrare il trattamento per via orale è importante, perché significa che può essere somministrato anche al di fuori di un ambiente ospedaliero, prima che il COVID-19 abbia raggiunto uno stadio grave.

Foto di JESHOOTS su Pexels

Il Sars-Cov2 è un virus mRna che ha bisogno di replicarsi tramite un processo conosciuto come rna polimerasi. Si riproduce perciò utilizzando dei “mattoncini”, tra i quali la citidina, ossia la sostanza a cui il Lagervio è in grado di sostituirsi. Facendo così genera una quantità di errori che ingannano l’enzima virale deputato alla loro correzione, portando quindi all’interruzione della riproduzione di nuovi virus infettanti.

Sarà ovviamente necessario, come avviene normalmente durante lo sviluppo di un medicinale, sottoporre il Lagervio a un’attenta azione di farmacovigilanza per confermare la sicurezza, l’efficacia e la tollerabilità.


Fonti: AGI  https://www.agi.it/ – ANSA https://www.ansa.it/ – MHRA https://www.gov.uk/government/organisations/medicines-and-healthcare-products-regulatory-agency – EMA https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-issues-advice-use-lagevrio-molnupiravir-treatment-covid-19

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